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Zan nel fosso ovvero il Palazzo sordo

Zan nel fosso ovvero il Palazzo sordo

Ieri ne parlavano tutt* alla radio, per strada, è qualcosa che ha colpito le persone.
Il Senato della repubblica ha infatti bloccato il decreto di legge Zan.

La giornalista Daniela Preziosi  ha scritto sul quotidiano “Domani” una breve e chiara sintesi di come sono andate le cose. Chi vuole, per chiarirsi le idee, può leggere tutto il disegno di legge lo trova a questo link

Le democrazie vengono decantate come il regno delle libertà personali, eppure un principio così elementare come quello avanzato dal ddl Zan – non puoi discriminare né insultare nessuno per il suo orientamento sessuale – ancora non può essere accettato da tutti e tutte.
Sono sicura che se intervistassi giovan* dai 15 ai 30 anni almeno il 70 percento non avrebbe nessun problema a sottoscrivere una idea così semplice: che la libertà di amare chi vuoi è un tuo diritto, e che nessuno deve insultarti o discriminarti per questo.
Ma allora, questo scarto fra il palazzo e le persone – quella che si chiama Società civile – come si spiega?
Personalmente non posso essere d’accordo con delle politiche che intervengono così pesantemente nelle scelte di vita fondamentali delle persone e creano, invece che opportunità  per garantire loro lo “stato di diritto”,  ostacoli all’esercizio delle loro scelte.

Non posso nemmeno non pensare a un argomento solo apparentemente lontano, quello della libera circolazione delle persone ostacolata da politiche scellerate che dimostrano arcaiche idee di popoli dominatori e popoli dominati.

Un sistema che sventola la libertà economica e affossa la libertà personale di fare le proprie scelte nella vita, scelte che peraltro non penalizzano nessuno, non può essere una buona democrazia. Ma non possiamo essere ingenu* in questo:  la democrazia non è un sistema perfetto una volta per tutte, perché si basa sul mettere d’accordo le parti, e discutere non è facile come fare una passeggiata.

Ci sono evidentemente nel nostro Paese senatori e senatrici che non considerano così grave l’insulto sesssita e ritengono che ci siano orientamenti sessuali giusti e orientamenti sessuali sbagliati.  Attenzione: non sono tutt*, sono molti, ma molti altr* stanno compiendo uno sforzo contrario. I diritti civili – cioè quelli che riguardano la vita delle persone – sono frutto di anni e anni di battaglie che la società civile compie insieme alla politica – parliamo naturalmente di una politica che è effettivamente impegno per la cosa pubblica e non un mezzo per trarre benefici personali. Quindi che fare? Abbiamo bisogno di buona politica, non c’è dubbio. A chi crede nel valore di ciascun individuo non resta che dialogare e dialogare, lavorare per diffondere il rispetto e la libertà di essere ciò che si è, finché gli e le abitanti del palazzo appaiano in tutta la loro surreale distanza da quel “popolo” che dovrebbero rappresentare.


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