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Una domenica particolare (perché il fascismo è un ...

Una domenica particolare (perché il fascismo è un reato, non una opinione)

L’avete sentito, e forse l’avete visto. Gruppi di neofascisti sabato 9 ottobre hanno “animato” i cortei romani che manifestavano contro il Green Pass e assalito la Camera del lavoro, sede del sindacato e della Cgil (Confederazione Generale Italiana del Lavoro), il principale sindacato italiano.
Sono entrati con la forza, hanno devastato le insegne, “preso” simbolicamente uno dei luoghi simbolo della democrazia.
Si è parlato di “squadrismo fascista” e stamattina molti presidi antifascisti, in tutta Italia, sono stati organizzati davanti alle sedi sindacali aperte. Perché?

Nel 1919-20 – sì un secolo fa, eppure il fatto ha molto da insegnarci ancora – fu esattamente con questo stile che  le “squadraccie” fasciste si fecero conoscere. Picchiavano, bruciavano, minacciavano sindalisti e lavoratrici e lavoratori, attaccando proprio le Camere del lavoro di Milano, Mantova e altri paesi e città per farsi strada verso le giornate del 22 – 26 ottobre 1922, note come Marcia su Roma,quelle in cui Benito Mussolini organizza questa iniziativa – a cui si guarda bene dal partecipare, stando a Milano in attesa di capire l’esito degli eventi. Ventimila persone pervengono a Roma, scatenate e desiderose di fare molto, molto casino. L’allora Presidente del Consiglio si dimette perché c’è un clima generale di minaccia e violenza.
Qualche giorno dopo questa “prova di forza” il re Vittorio Emanuele convoca Mussolini che giunge a Roma comodamente su un vagone letto e gli affida l’incarico di costruire un nuovo governo: “Proviamo anche questa” sembra che abbia detto il re d’Italia…

Non fu una buona idea, evidentemente. Furono anni di pestaggi, di negozi, attività, luoghi di ritrovo bruciati dalle squadre fasciste – anche il semplice negozio di calzolaio di mio nonno Luigi, colpevole di tenere dei volantini anarchici, fu bruciato e lui costretto a ricominciare, altrove, portandosi dietro la famiglia, nel disagio che potete immaginare. Migliaia di episodi di questo tipo sono nella memoria di tante persone.
Nel 1924 il deputato Giacomo Matteotti aveva parlato in Parlamento della responsabilità diretta di Benito Mussolini nelle elezioni truccate, nelle frodi economiche, della prepotenza come forma assoluta di esercizio della politica. Mussolini alla Camera dei deputati, disse, il 3 gennaio 1925,  che si assumeva la “responsabilità politica, morale e storica” dell’assassinio. Questo è il modo in cui il fascismo “governa”, altro che libertà! Uccisioni sommarie, confino per chi non obbedisce, botte.

Non è così che ragiona la democrazia.

Siamo passat* per una dittatura, per una guerra mondiale per le deportazioni, per le torture perpetrate in nome dell’obbedienza cieca. Nel 1946 l’Italia ha scelto la democrazia che è appunto il contrario del fascismo. Nella Costituzione c’è scritto  che  «È vietata la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista” perché appunto il fascismo ha sempre ucciso le istanze democratiche: il fascismo manipola il malcontento, le difficoltà delle persone e il loro isolamento, alimentando una rabbia cieca, un razzismo sordo all’umanità che ci unisce. Non ama la giustizia, si allea con la mafia, incita i violenti. Si mette a disposizione di chi gli dà il permesso di menare le mani, fare casino, tirar fuori il peggio di sé.
Ecco perché a gran voce si chiede a Salvini della Lega, o a Giorgia Meloni di Fratelli d’italia di prendere distanze da gruppi violenti nelle parole e negli atti come lealtà e azione o casa pound.  Gesto difficile da parte loro, visto che questi movimenti si sono messi a servizio di queste forze a raccattare voti e consenso.
Il fascismo tira fuori il peggio dall’umanità. Ecco perché tante persone hanno riempito le piazze davanti alle Camere del lavoro stamattina. Anche se la nostra democrazia è decisamente imperfetta, possiamo migliorarla solo difendendola.

Ecco perché voi ragazz* capaci di vivere insieme, pronti a cambiare il mondo, dovete pretendere di conoscere la storia. Dovete farvi spiegare molto bene quello che i fascisti hanno fatto con la Strage di piazza Fontana del 1969 o lo strage di Bologna del 1980 o a Genova 2001, per condizionare la politica italiana e la democrazia, quello che continuano a fare nelle situazioni più piccole anche oggi. È una storia che vi riguarda.

Distinguere il diritto dall’arbitrio, la violenza dalla protesta, la libertà dalla sopraffazione, la democrazia dal regime, gli argomenti dalle urla è troppo importante per la vostra vita: per lo studio, per il vivere insieme, persino per l’amore.
Quando avrete colto quelle differenze sostanziali sarete i primi e le prime a nutrire a costruire la vostra democrazia.


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