UN PONTE DI CORPI PER RESTARE UMANI

L’incendio nel campo profughi di Lipa in Bosnia il dicembre scorso ha mostrato  le vergognose condizioni in cui versano i migranti che vengono respinti dall’Europa e che rimangono bloccati ai suoi confini. Allo stesso modo la vicenda di Lorena Fornasir e del suo compagno Gian Andrea Bianchi ha fatto vedere che da tempo esistono persone che si sono date da fare spontaneamente e concretamente per alleviare le sofferenze  di  uomini e donne  che nel loro viaggio alla ricerca di una vita migliore hanno dovuto fare i conti con il freddo, la fame, le violenze, l’indifferenza. Per aver dato un pasto caldo, una bottiglia d’acqua, un vestito, una medicina:  questo è stato considerato reato al punto che il 23 febbraio la polizia si è presentata a casa di Lorena e Andrea, l’ha perquisita, ha sequestrato documenti e cellulari e li ha arrestati. L’accusa quella di favoreggiamento all’immigrazione clandestina.

Ora sono tornati in libertà, ma la vergogna nella vergogna rimane: condannare la solidarietà, soffocare i gesti di umanità, coltivare la paura dell’invasore. Questo quando i veri reati sono compiuti dagli Stati stessi, che non accolgono le richieste di asilo e ricacciano brutalmente i migranti fuori dal paese senza nessuna spiegazione.

Un mese fa Lorena Fornasir aveva lanciato per oggi la manifestazione “ Un ponte di corpi” per denunciare le violenze e i respingimenti  che i migranti subiscono sulla rotta balcanica. Ora  è anche un’occasione per esprime solidarietà a chi non resta indifferente. Le piazze saranno in tutta Italia.

https://ciaconlus.org/it/news/dettaglio-news/rotta-della-violenza-il-6-marzo-un-ponte-di-corpi


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

INSTAGRAM
INCONTRIAMOCI ANCHE QUI