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Taranto libera e pensante sempre

Taranto libera e pensante sempre

Oggi vi parlo di qualcosa che non si farà, ma che in realtà c’è. Sto parlando del 1 maggio “libero e pensante ” di Taranto. Di cosa si tratta? Sono 50 anni che  la città di Taranto è vittima della contrapposizione fra salute e lavoro. Le acciaierie ILVA, ora ArcelorMittal, hanno  danneggiato gravemente la salute della popolazione locale e dell’ambiente con una produzione nociva e arretrata:  a Taranto, città bellissima, nel quartiere Tamburi che sta a ridosso degli impianti, a volte le finestre devono rimanere chiuse anche se fa caldo e molt* ragazz* non possono andare a scuola a causa delle polveri emesse dai camini, che si trovano a pochi metri dalle abitazioni. La grande fabbrica è dentro la città: il problema è enorme e complesso, perché quella fabbrica dà lavoro a molta gente, ancora.
La soluzione non è impossibile da trovare. Il 2012 è stato un anno cruciale ed emblematico per la storia della fabbrica e della città: da una parte  alcuni impianti vennero sequestrati per la loro pericolosità, dall’altra un decreto legge annullò i provvedimenti giudiziari. Quell’anno si formò un comitato di cittadin* che si vollero chiamare “Liberi e pensanti” , il cui messaggio era: non si può accettare di morire per lavorare. Questo messaggio semplice e sacrosanto è incredibilmente difficile da far ascoltare. Per questo fra le tante iniziative che l’instancabile comitato ha portato avanti dal 2012 c’è  il grande concerto dell’ “Uno maggio libero e pensante”: un palco, quello di Taranto, su cui si sono esibit* artist* di rilievo, quasi in concorrenza con quello di Roma divenuto quasi istituzionale.
Il miracolo tarantino è reso possibile dalla forza di volontà degli attivisti  e dalla generosità di tecnic* e artist* che hanno sempre lavorato gratis.  Ma quest’anno il concerto non ci sarà: lo ha deciso il comitato stesso e i direttori artistici Diodato, Roy Paci e Michele Riondino: un gesto di solidarietà con i tanti lavoratori e lavoratrici dello spettacolo che a causa della pandemia e degli aiuti insufficienti sono in grave difficoltà.  
Perché non c’è differenza fra lavoratori, lavoratrici, cittadine e cittadini.
II “1 maggio libero e pensante” c’è: sulla pagina del Comitato tante iniziative, riflessioni dibattiti. E fra qualche giorno ci saremo anche noi di 8pagine, in dialogo con le ragazze e i ragazzi di Taranto.


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