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Tampon Tax: il costo di un diritto

Tampon Tax: il costo di un diritto

Finalmente! Con la Legge di Bilancio 2022 è stato approvato il taglio dell’Iva su assorbenti e tamponi dal 22% al 10%, una diminuzione significativa di quella che è convenzionalmente chiamata “Tampon tax”. 

Questa misura non è passata inosservata a Coop Italia, rete di supermercati, che nell’ultimo anno ha messo in atto una campagna di sensibilizzazione, “Close the Gap”, e raccolto più di 730’000 firme online e nei punti vendita. L’obiettivo è semplice: tamponi e assorbenti femminili siano considerati beni di prima necessità non solo dalle milioni di ragazze e donne che li utilizzano ogni mese, ma anche dalla normativa fiscale (attualmente, l’importo dell’IVA in Italia sui beni di prima necessità è del 4%).  

Nel resto d’Europa la maggior parte dei Paesi che non hanno azzerato l’imposta, come l’Irlanda e il Regno Unito, hanno già un’aliquota compresa tra il 5% e il 6%, merito dell’impegno di tanti collettivi di ragazze – e ragazzi che sostengono la battaglia della gratuità.

Per questo Coop si è impegnata in prima persona al “taglio del prezzo di vendita su tutti gli assorbenti femminili Coop così da simulare il passaggio dell’Iva dal 22% attuale al 4%”, come dichiarato da Maura Latini, amministratrice delegata di Coop Italia. 

Perché quindi tamponi e assorbenti non sono considerati beni di prima necessità? Soprattutto, perché le mestruazioni sono ancora un argomento scomodo?

Eppure è qualcosa di assolutamente naturale, un fenomeno complesso e anche affascinante che accompagna la vita delle ragazze e delle donne da sempre. Consiglio sull’argomento un bel libro di qualche anno fa di Raffaella Malaguti, Le mie cose. Mestruazioni: storia, tecnica, linguaggio, arte e musica (edizioni Bruno Mondadori).

Ilaria Gaspari, nella sua storia del tabù delle mestruazioni, parla di un “residuo ambivalente di un tabù arcaico” e nota come il sangue femminile, a partire dal menarca della protagonista, sia l’elemento fondante dell’horror di Stephen King “Carrie

E anche al di fuori della narrativa, sebbene quello mestruale sia l’unico sangue non frutto di violenza, è ancora quello che imbarazza di più: solo negli ultimi anni si è vista una pubblicità di assorbenti che non mostra una (quasi fantascientifica) sostanza blu, ma un liquido di un naturale colore rosso. 

Per questo la campagna “Close the Gap” ha non solo il pregio di lottare per una giusta causa, ma anche di affrontare apertamente un argomento considerato tabù e inappropriato per il dibattito pubblico. 


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