Sri Lanka: è disastro ambientale

Ieri era la giornata mondiale dell’ambiente. E proprio ieri è affondata la X-Press Pearl, la gigantesca porta-cointaner che da quasi due settimane andava a fuoco al largo del porto della capitale Colombo, dove era in attesa di entrare, e da cui si vedevano le dense  e immense  colonne di fumo nero che si sollevavano dal mastodontico corpo inghiottito dalle fiamme.  Vani i tentativi di spegnere l’incendio, provocato da una perdita, di cui sembra che l’equipaggio fosse a conoscenza, fra le sostanze chimiche trasportate dalla nave, che ora  si stanno riversando in mare: 1486 container, fra cui 25 tonnellate di acido nitrico, soda caustica e altri prodotti, a cui si aggiungono 287 tonnellate di combustibile bunker, 50 tonnellate di carburante diesel. Ora è una corsa contro il tempo, per evitare che quel carico enorme finisca completamente in mare. Le navi mercantili come la X-Press Feeders usano olio combustibile denso, un carburante nero e vischioso derivante dai residui della raffinazione del petrolio, ciò che rimane dopo aver ottenuto carburanti trasparenti come la benzina e il gasolio. È uno dei carburanti più economici e al tempo stesso più inquinanti che esistano.
Ci sono dei metodi per evitare il disastro completo: gettare in mare, attorno al relitto, delle sostanze che separano il petrolio in piccole gocce che si possono disperdere in mare più facilmente. Ma intanto sulle coste dello Sri Lanka è già emergenza: alcuni container  caduti in mare si sono arenati su spiagge frequentate da popolazione locale e turisti,  si teme anche   per i milioni di particelle di polietilene, le microplastiche, che hanno già raggiunto le  coste  dove si rischia una catastrofe ecologica:  minacciata la rara fauna ittica locale, come i granchi e i gamberi giganti, e le preziose mangrovie che oltre a proteggere le rive dall’erosione e mantenere gli equilibri, sono fonte di sostentamento economico per una grande fetta di popolazione locale: la pesca è stata interdetta per 80 km di costa: i danni a cui l’isola dovrà fare fronte per anni sono già evidenti.

Per le autorità Sri Lankesi si tratta del peggior disastro ambientale mai avvenuto nel loro paese, purtroppo si sta configurando come uno dei peggiori della storia nel pianeta.


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