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Scuola sì scuola no, restiamo comunità

Scuola sì scuola no, restiamo comunità

Benritrovatə! In Italia qualcunə ha cominciato già venerdì. Le altre scuole riapriranno oggi, ma non tutte. Infatti il governatore della regione Campania (come si legge nel comunicato dell’agenzia Ansa) ha deciso sin dal 7 gennaio, diversamente e contro le disposizioni governative, di lasciare chiuse le scuole per fronteggiare la situazione complicata che la diffusione della variante Omicron sta comportando, ed evitare la pressione del flusso consistente di ragazzə nelle e verso le scuole, rimandando il problema di un mese, o chissà quando…

In Francia le scuole sono riaperte da qualche giorno e purtroppo la situazione sembra sfuggire al controllo: organizzare tracciamenti, monitorare il flusso dei guariti e contagiati per i singoli istituti non è semplice e inoltre mancano le mascherine ftp che tuttə noi cerchiamo ovunque anche in Italia. Se vuoi approfondire leggi questo articolo sul Manifesto.

Non è che la situazione sia la stessa degli anni passati. Sappiamo che la fase in corso è una fase nuova, che  per alcunə segna una prima fase di regressione della ferocia con cui il Covid 19 si è accanito, e soprattutto che i vaccini hanno scongiurato decisamente i sintomi più duri e fatali. Ma sappiamo anche che questa nuova fase, diversamente dalla prima, sembra diffondersi anche fra le generazioni più giovani. La scuola in presenza è importante, non c’è nessun dubbio, e ne abbiamo parlato tante volte con voi e fa piacere comunque che il principio venga ribadito dalle scelte governative.

Certo sarebbe stato bello che governo e regioni avessero lavorato in questi mesi – ormai due anni belli e che passati – a strutturare la vita scolastica in modo da sostenere questa situazione, soprattutto perché sin dall’estate scorsa diversi commentatori scientifici avevano previsto che dicembre sarebbe stata un periodo di ripresa del virus, pur non sapendo nulla ancora della variante Omicron.
Sarebbe stato bello poter destinare fondi e risorse al personale docente, ai trasporti pubblici (a Milano fra novembre e dicembre, in un periodo già critico, tram e bus erano zeppi all’inverosimile, quindi con nessun potenziamento di mezzi né di personale), alle mascherine, a tamponi random antigienici e sierologici e personale medico nelle scuole; sarebbe stato utile sconfinare (scarica l’ebook gratuito dedicato al progetto scuola sconfinata a cui abbiamo aderito e di cui abbiamo parlato tante volte su 8pagine), prevedere maggiori iniziative esterne agli edifici scolastiche, maggiore areazione nelle classi, uno sfollamento delle classi per scongiurare il contagio e proseguire le attività in presenza il più possibile; sarebbe stato bello sostenere e incrementare la cosiddetta medicina del territorio, cioè i medici di base che entrano nell’anno nuovo decimati e stremati dall’iter burocratico e dalla pressione dei loro pazienti che faticano ad avere una assistenza adeguata alla situazione.
Sarebbe stato bello che la petizione al Consiglio europeo per togliere i brevetti dal vaccino in modo che tutti i paesi possano produrne, fosse giunto in porto, visto che a pandemia serve una risposta globale, come si capisce bene a questo sito che presenta la petizione No profit on Pandemia .
Sarebbe bello avere la sensazione di non navigare a vista. Tuttavia anche nel mare aperto c’è una regola, che molti chiamano la regola d’oro: non fare agli altri – e alle altre- quello che non vorresti fosse fatto a te. Se vuoi rispetto, abbi rispetto, se vuoi solidarietà abbi solidarietà, se vuoi comprensione, cerca di capire la complessità delle situazioni. Anche in questa, infatti, come nel momento peggiore della pandemia, la responsabilità individuale diventa immediatamente collettiva e si riflette sulla comunità. Anche le file che abbiamo visto o fatto per tamponarci, in fondo, prima di Natale, erano l’esito di una presa di responsabilità nei confronti di compagnə, nonnə, parentə. Un gesto che si è rivelato decisivo nel monitorare una situazione decisamente preoccupante. Ma come stiamo vedendo, possiamo curarci, possiamo vaccinarci, possiamo avere cura e attenzione. Non ne usciamo da soli: questa lezione il covid ce l’ha data sin dai primi giorni del 2020—Restiamo con le antenne bene alzate e sintonizzatə sul nostro e l’altrui bene. Buon inizio!


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