Ritorno alle origini?

AOTEAROA

Questo è il nome con cui il popolo Māori chiama l’attuale Nuova Zelanda; non si conosce l’etimologia originale del nome, ma ai giorni d’oggi la si traduce come Terra della lunga nuvola bianca.

Aotearoa era riferito inizialmente solamente a Te Ika-a-Māui, l’isola situata a nord, ma dal XIX secolo considera l’intero arcipelago.

MA SE L’ATTUALE NUOVA ZELANDA AVEVA GIÀ UN NOME LOCALE, COMA MAI SI CHIAMA COSÌ?

Nel XV secolo era iniziata la cosiddetta Età delle Scoperte, dell’Esplorazione o Moderna; Cristoforo Colombo e Bartolomeo Diaz per intenderci.
Nel XVII secolo, invece, il navigatore olandese Abel Janszoon Tasman viaggiò lungo l’Oceano Pacifico andando in contro alla Tasmania, agli arcipelaghi di Tonga, Figi e Nuova Guinea.
Convinto di essere al sud dell’Argentina, ribattezzò l’isola meridionale dell’arcipelago polinesiano Nova Zeelandia in onore di Zeeland, provincia marittima olandese.
Il nome poi venne anglicizzato da James Cook in New Zealand.

PS. Non è raro trovare nomi di città o di Stati che iniziano con "New", presupponendo che esista un "Old".
New Brunswick è in Canada - "Old" Brunswick ("Braunschweig") è in Germania
New Hampshire è negli USA - "Old" Hampshire è in Inghilterra
New Orleans è negli USA - "Old" Orleans è in Francia
New Jersey è negli USA - "Old" Jersey è un'isola nel Canale della Manica 
New York, prima New Netherland, e New York City, prima New Amsterdam, sono negli USA - "Old" York è in Inghilterra.

LA PETIZIONE MĀORI

Da quasi una settimana, è iniziata una petizione lanciata da Te Pāti Māori, il partito politico nazionale Māori, per cambiare il nome ufficiale del paese in Aotearoa che ha raccolto subito più di 25 mila firme in una sola notte.

I co-leader del Partito Māori Rawiri Waititi e Debbie Ngarewa-Packer hanno affermato in una dichiarazione: “È passato molto tempo da quando il te reo Māori è stato riportato al suo giusto posto come prima lingua ufficiale di questo paese. Siamo un paese polinesiano, siamo Aotearoa“.

Rawiri Waititi e Debbie Ngarewa-Packer di Te Pāti Māori

La petizione non prevede solo il cambio del nome del paese, ma anche di avviare un processo insieme alle whānau (famiglie allargate), hapū (sottotribù) e iwi (tribù più grandi), al governo locale e al New Zealand Geographic Board per identificare tutte le città e i luoghi e ripristinarne i nomi in te reo Māori (“Lingua Māori”) entro il 2026.

“I Tangata whenua (gli abitanti originari del paese) sono stufi a morte che i nostri nomi ancestrali vengano maciullati, imbastarditi e ignorati. È il XXI secolo, questo deve cambiare”.

Waititi e Ngarewa-Packer hanno affermato che è “totalmente inaccettabile” che la te reo Māori sia parlata solo dal 20% della popolazione Māori e dal 3% della popolazione nazionale complessiva, e che la causa principale è stato il sistema educativo imposto dai colonizzatori.

“In soli 40 anni, la Corona è riuscita a spogliarci con successo della nostra lingua e ancora oggi ne sentiamo l’impatto”.


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