Poesia naturale

In una redazione di 8pagine del 24 novembre scorso abbiamo lavorato sui temi della natura, non più nel senso dell’informazione e dell’attualità, ma seguendo un percorso più personale. Siamo creature che respirano, sono sfiorate dall’aria, scaldate dal fuoco, rinfrescate dall’acqua, siamo insieme al pianeta parte di quel corpo celeste nell’universo. Ci siamo concentrat* sulle sensazioni che gli elementi e le stagioni portano con sé, cercando di farle rivivere – anche con l’aiuto di alcune poesie e pagine di Bosu, Chandra Livia Candiani, Emily Dickinson, Gerald Durrei, Francis Hallé, Giacomo Leopardi, Primo Levi, Anna Maria Ortese, Antonia Pozzi e altr* e qualche dipinto di ogni tempo: ci siamo res* conto che le emozioni che suscita la natura, un albero, un corso d’acqua, un raggio di sole non hanno tempo, valgono sempre.
E poi le ragazze e i ragazzi hanno scritto: chi un haiku, chi una poesia o un prosa. Da una stanza luminosa della Fondazione Castellani che ci ospita, nel cuore di una città frenetica di rumori e automobili, sono emersi l’acqua, la terra, l’aria, il fuoco, gli animali, la luce, la neve e il sole.

Stagioni
di Alessandra Merlo
Mare fino alle caviglie, 
mentre il sole sprizza scintille, 
oppure con il capo sotto l’ombrellone, 
mentre fuori c’è il solleone, 
oppure al largo, senza confini, 
mentre sulla spiaggia giocano i bambini.
E poi fra gli alberi, con le foglie, 
mentre una donna ha le doglie
e nasce una bambina, 
sembra una cinesina, 
e son nata io, senza fretta, 
e papà pensa che io sia perfetta.
E viene il freddo, congelato, 
non si può più mangiare il gelato, 
pure la scuola si prende una pausa, anche se breve, 
e allora i bambini escono e giocano con la neve, 
poi si accende il camino e si tiene un libro vicino.
E dopo il lungo dormire, 
il sonno può finire, 
finalmente può uscire, 
una bambina con la lingua lunga a non finire
si chiama Bettina
e sarà sempre la mia piccina.

Due haiku
di Chiara Zagaria

Campo al sole
i capelli al vento
che sensazione

Maestosità
Un cavallo sperduto
E liberato

Albrecht Durer, La grande zolla, 1503, Albertina, Vienna
Albrecht Durer, La grande zolla, 1503, Albertina, Vienna

Carta 
di Alessandra Merlo
Non sono che carta, fragile e sottile.
Ogni solco è una storia e non mi si può riutilizzare.
Mettimi nell’acqua e mi scioglierò, bruciami e cenere diverrò, mettimi in mani infedeli e mi accartoccerò, infilami nella mente di uno scrittore e poesia diventerò.
Nessuno può imitarmi sono unica e diversa.
Con le mie bruciature, la mia umidità e le mie piegature nessuno può imitarmi. 

Inverno
di Greta Mencarelli

Fuoco ardente sul camino legnoso
Neve cadente fuori dall’uscio
Macchie di inchiostro sui fogli accartocciati
Fuori gracchiano i corvi.

Due Haiku
di Olivia Ferrari

Chiaro di luna
Il gatto avanzava
Grilli cantano

Brezza umida
Pioggia a catinelle
Ombrello giallo 

Le stelle/Il mare
di Federico Pastacaldi

Stelle lucenti
Addormentate lassù
Oltre a noi

Mare blu, tu che
Mi incanti, che mi porti la gioia 

Hokusai, Rapace su una gruccia, 1834 ca.

Haiku
di Giovanni Vadrucci

Terra, madre di
Noi, bisogno di te
Abbiamo sempre

La terra, nasce 
Gioioso il fiore già
Vivo come te

Fiori di pesco
Cadono, falco sui
Rami più lunghi

Voi, sì voi
Salvate la Terra, sì
Siamo in tempo

Scorre l’acqua
Del fiume, il tempo che
Passa veloce

Nuota il pesce
Nel mare di ghiaccio
Spera futuro

René Magritte, 16 settembre, 1956

Di notte
di Angelica Prado

In una fredda notte di inverno, 
pini e abeti, appesantiti dalla neve, 
mentre nelle piccole case di un piccolo villaggio, i cosiddetti esseri umani lasciano finalmente regnare il silenzio, 
il luogo passa in possesso degli animali, cervi, cerbiatti, gufi e civette e lepri dai bianchi manti, 
soffrendo di giorno l’immenso rumore, costretti a ripararsi nelle cime tra i boschi, si fanno avanti nella notte, quando vedono gli umani soffocare qualsiasi singola luce o piccolo rumore, scendono ad esplorare questo mondo diverso.

Tre poesie
di Souhail Rimoldi
Neve bianca
La neve, la neve bianca
Come in questa pagina 
Fa scatenare le emozioni 
Più forti nel mio cuore

Dalla terra nasce il fiore
La terra, una consistenza umida, 
alle persone non piace, ma da 
ella nascono vere meraviglie

Acqua dolce
L’acqua bagnata così potente
Da riuscire a spegnere il fuoco ardente
Di rabbia dentro di noi

Haiku e non haiku
di Lavinia Carachino

Stelle brillanti 
Volate su leggere
Come una piuma

Cielo azzurro
Grida con un urlo
Con gabbiani bianchi 
E mari pieni di banchi

Tre haiku
di Chiara La Leggia

Neve e pioggia
La lingua di fuori
Pini bianchi

Pini bianchi
Lingue spalancate
Neve e pioggia

Muso a strisce
Me l’ha detto mio papà
Giraffe a pois

Due haiku
di Guido Guidara e Guglielmo Scala

Vento di fiori
Che odore immenso
I piedi scalzi

Neve d’inverno
E bimbi che giocano
Divertimento

Estate, autunno, inverno, primavera
di Guglielmo Scala
Estate, autunno, inverno, primavera
Tutte insieme compongono un’era
Di gusti e di odori
E di mille colori
In estate si sta in vacanza
In autunno tra le foglie una danza
In inverno le vette imbiancate
In primavera rose appena nate
Tutto l’anno cambia sempre
Ed è un anno divertente
Le stagioni sono quattro
E ci piacciono davvero tanto

Hokusai, La grande onda, 1830 ca.

Sopra i bagnanti
di Guido Guidara

Sopra i bagnanti
Volan gabbiani
Che si credono giganti
Per i pesci son come aeroplani 
Pronti ad agguantarli
Per trovarsi una cena
Apron la bocca 
E questa è davvero una brutta scena

Che bella la sensazione
di Giacomo Zambon

Che bella la sensazione del venticello che scompiglia i capelli, il suono dell’acqua contro lo scafo dell’imbarcazione che si sposta leggera mossa dall’immensa forza del vento prodotta dal soffio di Eolo che culla le giovani chiome degli alberi avanti e indietro. Il lieve solletico sulla schiena creato dai chiari raggi del sole. 



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