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Patrick Zaki, cittadino del mondo

Patrick Zaki, cittadino del mondo

Finalmente una bella notizia! Patrick Zaki è stato scarcerato. Non ancora una splendida notizia – perché non è stato assolto, ma rinviato a giudizio – ma un passo avanti verso la liberazione di Patrick Zaki. Segno che l’attivismo, l’impegno diplomatico e l’attenzione internazionale non sono inutili, e devono lavorare insieme.
Chi è Patrick Zaki? Una bella voce su wikipedia racconta del suo impegno, giovanissimo, in Egitto.
Con il programma Erasmus Patrick va a Bologna a studiare e si iscrive al Master europeo in studi di genere e delle donne GEMMA, che frequenta con passione, stimato e benvoluto da compagni e compagne e da* docent*. il 7 febbraio 2020, mentre rientra in Egitto per andare a trovare la sua famiglia, viene arrestato e condotto in un luogo segreto con l’accusa di essere un terrorista e di aver diffuso materiali sovversivo contro lo Stato egiziano la famiglia non ha sue notizie per oltre 24 ore. Le notizie ufficiali del governo egiziano hanno minimizzato, quello che si è saputo – dal suo avvocato – circa le percosse e il suo stato di salute, si deve soprattutto alle associazioni di attivisti. In Egitto oggi ci sono 60.000 prigionieri politici: giornalistiche attivisti dissidenti.
Dopo il ritrovamento del cadavere di Giulio Regeni nel febbraio 2016, tuttə hanno temuto il peggio per Patrick e sono partite molte iniziative diffuseper richiedere la sua scarcerazione, compreso un gruppo di parlamentari europei guidati da David Sassoli allora presidente del parlamento europeo. Amnesty International, l’Università di Bologna su iniziativa dell’associazione Step tu step hanno chiesto al governo italiano di procedere verso il conferimento della cittadinanza italiana, in modo da concedere a Patrick maggiori tutele legali. Ancora la procedura non si è conclusa, tuttavia Patrick è cittadino onorario delle città di  Bologna, Napoli, Milano, Novara, Bari, Novara, Chieti, Avellino, Ferrara, Salerno, Messina, Firenze, Rimini, Pisa, Lecce, Taranto, Crotone…
Generazioni di giovani, ragazze e ragazzi che viaggiano per il mondo e si formano con l’obiettivo di farne un posto migliore per tutte e tutti meritano questo impegno. La definitiva liberazione di Patrick è un atto dovuto da un Paese, l’Egitto, che si sta rendendo colpevole della più scellerata repressione e con il quale si continuano a stringere relazioni d’affari e politiche. Non è possibile, non è umano, soprattutto se si pensa agli ostacoli posti dalle autorità egiziane alle indagini sulla morte di Giulio Regeni.
Ora speriamo che Patrick possa tornare in Italia e che a febbraio venga definitivamente assolto.


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