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Oltre il maschile universale? Si può fare!

Oltre il maschile universale? Si può fare!

E già, noi ci abbiamo provato da subito: il sottotitolo di 8pagine è: ragazz* di tutti i generi…Abbiamo usato l’asterisco (*) per dire una cosa importante; un modo che forse non piace a tutt*, ma è un modo di fare una cosa importante: cioè di superare un ostacolo della lingua che dice “tutti”, per dire tutte e tutti…il cosiddetto maschile universale.
La nostra mente usa le parole per creare delle categorie: se diciamo sempre medici, avvocati, giornalisti alla fine la mente si popola di….uomini. È inevitabile, ma così si fa strada quella idea vetusta che essere architetta, giornalista, o avvocata sia, come si dice, una eccezione, il che valeva forse 200 anni fa, ma certamente non oggi.
Abbiamo bisogno di parole che restituiscano il nostro tempo e la molteplicità della società reale, la sua varietà, anche di genere. Si fa strada l’uso della schwa o ǝ una vocale già riconosciuta in campo fonetico, che pronunciamo in molte situazioni senza sapere che si tratta di una ǝ !

lo schema fonetico delle vocali,
la vedi proprio al centro la ǝ???

Ultimamente anche una rivista come “L’Espresso” l’ha utilizzata e c’è una associazione Giulia giornaliste che da anni lavora sulla necessità che sui giornali la declinazione al femminili e la soluzione di questo problema sia comune nelle redazioni.

Utilissima la risorsa del sito Italiano inclusivo per raccontare la storia di questa vocale e anche la pronuncia di questa lettera che conosciamo tuttǝ (eh eh).

Allora preferisci l’ Asterisco * o la ǝ? .Possiamo discutere per mesi, ma forse l’importante non è trovare la soluzione “giusta”, ma capire che è giusto, ma veramente giusto, cercare un modo di adeguare la lingua con cui parliamo a quello che sappiamo e viviamo, e reciprocamente nutrire la nostra mente di parole sempre più esatte.


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