Obiettivo cittadinanza italiana

Vivere in Italia, lavorare in Italia, pagare le tasse – a beneficio di tutt* – e non avere gli stessi diritti civili di una o un italiano e per esempio, non votare?
E crescere o nascere in Italia e non essere considerat* italian*?

Se anche a te questa situazione sembra assurda, ti farà piacere sapere che molte associazioni lavorano su questo tema. La Rete g2-seconde generazioni, per esempio, dal 2005, informa e promuove gli stessi diritti per i ragazzi e le ragazze nate in Italia: vale la pena leggere le loro posizioni.
Invece il 2 giugno scorso, festa della Repubblica, l’associazione Cittadinanzattiva ha dato il via a Obiettivo cittadinanza, informazioni per tutt* su come richiedere e ottenere la cittadinanza italiana, e anche una campagna per far conoscere e trasformare questa situazione, decisamente ingiusta verso chi è parte integrante della società italiana, a ogni età.  “Obiettivo Cittadinanza” che fornirà innanzitutto informazioni utili e aggiornate ai giovani di origine straniera, nati o cresciuti in Italia, per acquisire la cittadinanza italiana e attraverso una Call to action – inaugurata dai diretti interessati del movimento Isc – rappresenterà i volti e racconterà le storie di tanti “Italiani di fatto” che da anni, tra mille impedimenti e innumerevoli difficoltà, provano ad ottenere lo status di cittadini.

La campagna è da oggi attiva sulla pagina Facebook Obiettivo Cittadinanza e sul sito web www.obiettivocittadinanza.it gli italiani non riconosciuti possono inviare le loro storie e foto.

Nell’ultimo triennio il servizio di ascolto e tutela di Cittadinanzattiva ha gestito, attraverso la propria struttura nazionale, centinaia di richieste di informazioni e segnalazioni inerenti alle domande di cittadinanza e così l’Osservatorio su Facebook del movimento Italiani senza cittadinanza dove scrivono e commentano quotidianamente proprio i diretti interessati/e.

Le norme vigenti in Italia per accedere alla cittadinanza italiana sono tra le più restrittive d’Europa: occorrono dieci anni di residenza ininterrotta sul territorio nazionale per poter presentare la domanda di cittadinanza italiana, cui si aggiungono anni di attesa per ottenere una risposta definitiva dalla pubblica amministrazione ed una infinità di difficoltà burocratiche che costellano e ingolfano il percorso di riconoscimento”, dichiara Laura Liberto, coordinatrice nazionale di Giustizia per i diritti-Cittadinanzattiva.

“Da anni lottiamo per la Riforma della legge sulla cittadinanza in piazza, parlando ai media e rivolgendoci direttamente ai parlamentari perché intervengano con le modifiche necessarie – dichiarano Sonny Olumati e Fioralba Duma del movimento Italiani senza cittadinanza e primi testimonial della Campagna.


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