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Niente fondi verdi a chi inquina

Niente fondi verdi a chi inquina

A causa di questa pandemia mondiale gli stati europei son stati costretti ad unire le forze.
Nel Consiglio Europeo del 21 luglio, e poi del 10 dicembre 2020, è stato approvato definitivamente il Recovery Fund (“Fondo per la ripresa”), chiamato anche “Next generation EU”: 750 miliardi di euro con lo scopo di rilanciare l’economia dei 27 paesi membri travolti dalla crisi causata dal Covid-19.

L’Italia potrà fare affidamento a 210 miliardi di euro: 144,2 miliardi saranno destinati a nuovi progetti mentre i restanti 65,7 serviranno a terminare quelli già avviati.

Conte ha presentato la bozza del “Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR)”: una delle 6 missioni è chiamata “Rivoluzione verde e transizione ecologica”, a cui saranno destinati 78,79 miliardi di euro.
Si parla di idrogeno verde, energie rinnovabili, ciclovie, rimboscamento e riciclo dei rifiuti.

I vari progetti sono…

  • “Impresa Verde ed Economia Circolare” – 6,30mld
  • “Transizione energetica e mobilità locale sostenibile” – 20,52mld
  • “Efficienza energetica e riqualificazione degli edifici” – 35,95mld
  • “Tutela e valorizzazione del territorio e della risorsa idrica” – 16,03 mld

A far scalpore è stata l’azienda Eni che era riuscita a farsi finanziare due progetti nonostante riesca a fatturare 70 miliardi di euro all’anno.
I due progetti sarebbero costati 1,35 miliardi ciascuno…

  • Progetti decarbonizzazione con tecnologie CCUS”, che avrebbero compreso progetti di cattura e stoccaggio di Co2 nel distretto industriale di Ravenna, per la produzione di materiale cementizio e alla coltivazione di microalghe.
  • Progetti per la produzione di combustibili alternativi e/o biopolimeri” che avrebbero compreso sei investimenti dedicati alle bioraffinerie a Livorno, Gela e allo stabilimento Versalis di Crescentino, Vercelli

Ma… sembrerebbe che il governo non finanzierà più questi progetti.

L’ultimo aggiornamento del Recovery Plan risale al 12 gennaio ed è stato approvato dal Consiglio dei Ministri, ma il 27 gennaio organizzazioni e associazioni ambientaliste hanno richiesto la rivisita della bozza: manca la centralità e l’adeguata attenzione alla natura intesa in termini di biodiversità ed ecosistemi.


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