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Ma mi stai a sentire? Ma ti sto a sentire?

Ma mi stai a sentire? Ma ti sto a sentire?

Certe volte litigate e rancori nascono da malintesi legati alla comunicazione fra le persone. Quando si discute fra amici, con i genitori, con gli insegnanti, è raro che alla fine della discussione ci sentiamo capiti. Se discutere fa bene è molto importante farlo bene: dobbiamo fare in modo che ci porti  “da qualche parte” e non mi ricacci in un angolo, più sol* e incompres* di prima.

Non sono solo le nostre parole a parlare, ma anche i nostri modi: se alzo la voce, se sto in silenzio, se non trovo le parole… vorrei essere compreso ed essere capito. Per questo l’ascolto è la chiave della comunicazione.

“Quale funzione ha l’ascolto nella comunicazione?”.
È questa la domanda che ho fatto ad Annabella Coiro, una formatrice e studiosa di educazione alla nonviolenza che opera in molti contesti con Edumana.
[https://www.edumana.it/]

Comunicazione significa mettere in comune, è quindi importante che da una parte ci sia un ascolto attento ma anche empatico”.

Per far un esempio, il dialogo non deve essere una partita di tennis (violenta, il cui scopo è vincere) ma di racchettoni; l’obiettivo è andare sempre più in fondo con scambi leggeri.
Questa è chiamata comunicazione generativa: non bisogna prevaricare sull’altro ma innescare un dialogo (dire cosa mi piace, i miei bisogni e come mi sento riguardo l’argomento).

La prima regola della comunicazione nonviolenta è la reciprocità: “tratta l’altro come vuoi essere trattato”.
Vuoi essere ascoltato? Vuoi che io abbia la tua attenzione? Che usi un tono tranquillo? Che non ti interrompa? INIZIA PRIMA TU.

La Comunicazione Nonviolenta (o Empatica) è un modello comunicativo sviluppato dallo psicologo Marshall Rosenberg nel 1960 che intende trovare un modo affinché ogni persona ottenga ciò che per lei è davvero importante senza dover dare la colpa, insultare, o denigrare che ha di fronte.

È importante dare peso alle parole… questo perché:

  • Possono migliorare una relazione o distruggerla.
  • Possono trasformare il clima generale a casa, a scuola, in giro: alleggeriscono o appesantiscono una situazione e quindi anche l’umore generale
  • Possono davvero far sì che anche da te possa cominciare un cambiamento.


La Comunicazione Nonviolenta si basa su tre azioni:

  • L’ascolto di se stessi: cosa vorrei davvero? cos’è che mi aiuterebbe?
  • L’Empatia, la capacità di ascoltare gli altri e di intuire il suo stato d’animo
  • L’esprimere autenticamente i propri sentimenti e i propri bisogni

Imparare ad ascoltare probabilmente cambierà la tua vita: fa bene sia a te che alla persona con cui stai parlando.
Comunicare senza urlare è chiaramente meglio, no? Vale la pena di provarci.


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