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Libri da non perdere: “Us” di Michele Cocchi

“Ho imparato più cose sulla storia del Novecento in due mesi che in dieci anni di scuola. US ci costringe a essere vittime o carnefici, militari o ribelli, violenti o pacifici. All’inizio ti sembra uno sparatutto come gli altri, sei forte perché hai un fucile ma poi capisci che avere un’arma non è decisivo, che nella vita Tommaso si può scegliere, si deve scegliere” .

Sono tre i protagonisti di Us, un romanzo di Michele Cocchi edito da Fandango. Due ragazzi e una ragazza di 16 anni non si conoscono, ma sono compagni di avventura. Le loro avventure sono tutte virtuali, formano un team nel videogioco US (Noi) il cui scopo è compiere, nell’arco di un anno, 100 missioni tutte ambientate nei fatti della Storia del ‘900. Chi porta a termine tutte le missioni vince un mucchio di soldi.  

Giocando con US la storia diventa azione, piccoli e grandi fatti (accaduti realmente) sono perfettamente ambientati nelle magnifiche scenografie virtuali e i partecipanti sono parte attiva, dovendo scegliere di volta in volta se schierarsi dalla parte del bene o del male, in una sfida che sembra diventare ogni volta qualcosa di più di un semplice videogioco. Per regolamento non possono scambiarsi nessuna informazione personale: la loro “vita” è solo on line, con i nomi e i visi dei loro avatar. Eppure il rapporto virtuale che si crea fra i tre sarà destinato a diventare più grande e importante.

I lettori e le lettrici del romanzo parteciperanno per gran parte del libro alle avventure dei tre raccontate da Tommaso (la voce narrante), un ragazzo che abita con la famiglia in un piccolo paese ligure. Un ragazzo che ha un problema: da quando ha vissuto un trauma – accaduto durante una partita di basket -, ha deciso di non uscire più di casa, limitando la sua vita alle relazioni virtuali. In perenne conflitto con i genitori che lo vorrebbero trascinare fuori dalla sua stanza, si sente bene solo quando partecipa alle sfide di Us, dove può essere se stesso, al riparo di una maschera.

Tommaso è un ragazzo hikikomori – termine giapponese che significa “in disparte” – preda di una difficoltà che in questi anni ha colpito moltissimǝ ragazzǝ. Gli e le hikikomori per motivi diversi si ritirano poco a poco dalla vita sociale, che scelgono di recludersi affacciandosi sul mondo solo attraverso la finestra dello schermo del pc.

Tommaso affronterà il gioco senza sapere che da lì passerà ad affrontare una dimensione reale, dove il suo ruolo diventerà fondamentale per aiutare gli amici conosciuti in Us e non solo. La fine del romanzo apre per Tommaso, e per noi che leggiamo, una porta reale sul futuro e sul senso dell’amicizia che lascerà un buon sapore in bocca. Sapore di speranza e ottimismo.

L’autore: Michele Cocchi (Pistoia, 1979) lavora come psicoterapeuta dell’infanzia e dell’adolescenza. I suoi racconti sono apparsi su riviste e su antologie. Nel 2010 ha pubblicato la raccolta Tutto sarebbe tornato a posto (Elliot), finalista come libro dell’anno di Fahrenheit. Il suo primo romanzo è La cosa giusta (Effigi, 2016). Con La casa dei bambini (Fandango, 2017) ha vinto la XXXVII Edizione del Premio Comisso.


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