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La riscossa filippina contro l’assalto della plastica ha inizio

Tutti noi vediamo sui social le acque cristalline della mia terra natia; ma non tutte sono così.
Le Filippine producono tonnellate e tonnellate di rifiuti di plastica che, nel peggiore dei casi, finiscono nei mari.
Nel 2019, ad esempio, era stata ritrovata una giovane balena morta con al suo interno 40 chili di plastica.
Fortunatamente, come in molte altre parti del pianeta, negli ultimi anni l’arcipelago sta combattendo questa situazione.

Laban Konsyumer Inc. è un’associazione filippina che aiuta e protegge i diritti dei consumatori che in collaborazione con EcoWaste Coalition, un gruppo ambientale il cui obiettivo è quello di porre fine allo spreco, hanno sollecitato il governo ad affrontare l’inquinamento da plastica direttamente alla fonte, prendendo di mira la plastica monouso.

Il 15 marzo è la Giornata Mondiale dei Diritti del Consumatore; in questa occasione i due gruppi hanno evidenziato due opportunità che possono beneficiare il passaggio all’uso di imballaggi sostenibili e i sistemi per la consegna dei prodotti.
Il primo è attraverso l’emanazione di una legislazione nazionale che vieta la plastica monouso da parte del 18° Congresso; il bando del monouso è stato approvato anche in Europa nel 2019 e deve diventare effettivo entro il 2021.
Il secondo è attraverso la compilazione dell’elenco di prodotti e imballaggi non ecologicamente accettabili (NEAP).

Fra di essi ci sono i famigerati sacchetti della spesa: nelle Filippine, alcune unità di governo locale hanno già adottato ordinanze che vietano o regolano i sacchetti, come le città di Baguio, Batangas, Manila, Quezon e molte altre città e comuni dell’arcipelago.

Thony Dizon, attivista per la sicurezza chimica della EcoWaste Coalition, ha sottolineato l’importanza di rilasciare l’elenco NEAP, che doveva essere presentato già nel 2001 dalla National Solid Waste Management Commission (NSWMC).

“Questo ritardo di 20 anni ha purtroppo portato alla massiccia produzione di plastica monouso che viene a malapena riutilizzata o riciclata “, ha affermato Dizon, osservando le quantità sbalorditive di rifiuti di plastica e relativi additivi chimici che vengono scaricati, inceneriti o smaltiti negli oceani.

Secondo il rapporto “Plastic Waste Inputs from Land into the Ocean“, le Filippine buttano 6000 tonnellate di plastica al giorno, di cui l’81 per cento è utilizzato male. Come rilevato dal Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP), “gli imballaggi in plastica rappresentano quasi la metà di tutti i rifiuti di plastica a livello globale, e gran parte di essi viene gettata via entro pochi minuti dal suo primo utilizzo”, osservando che “i nostri oceani sono stati utilizzati come una discarica, soffocando la vita marina e trasformando alcune aree marine in una zuppa di plastica “.

Come affermato da Helena Leurent, direttrice generale di Consumers International: “L’inquinamento da plastica è uno dei problemi più urgenti che il nostro pianeta deve affrontare. La consapevolezza dei consumatori sulla crisi della plastica sta crescendo in tutto il mondo. I consumatori hanno un ruolo cruciale per plasmare il mercato e dobbiamo supportarli per mobilitare imprese e governi, per garantire che il consumo sostenibile sia accessibile a tutti “.

FONTE: Pressenza


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