READING

La mappa del cuore di Lea Melandri. ...

La mappa del cuore di Lea Melandri. Lo spettacolo di Ateliersi

Quando mi ha lasciata andare, io non ho saputo come comportarmi, e sono scappata via. Adesso quando lo vedo, non so cosa fare, ho capito che mi vuole bene, ma il mio è vero amore, o è semplicemente un affetto fraterno? (Cristina)

A volte vorrei avere il coraggio di andarmene di casa, e vivere la mia vita come voglio. (Anonima)

Di mio ho soltanto i miei sogni. (Un granello di polvere in mezzo all’argenteria)

Queste sono soltanto tre tra le migliaia di frasi contenute nelle moltissime lettere che ogni settimana arrivavano a Lea Melandri, a metà degli anni ’80, attraverso la rubrica Inquietudini che teneva sul teen magazine Ragazza In.

Oggi che le ragazze e i ragazzi di allora hanno a loro volta dei figli adolescenti, quelle conversazioni epistolari non hanno perso il loro interesse, anzi continuano a fornire stimoli per connettere le diverse esperienze. Sulla rubrica, a un certo punto, Lea ha iniziato a pubblicare anche le risposte che reciprocamente si scrivevano le lettrici e i lettori creando così un network sociale ante litteram. Il pensiero così connesso e curato mirava prima di tutto ad accogliere, e poi a liberare, attraverso la consapevolezza, dall’angoscia e dal dolore inflitti dalle convenzioni sociali e dagli accadimenti personali.

Lettere a Lea Melandri

Proprio per la vitalità di quelle parole – scritte spesso con inchiostri colorati su buste decorate – il collettivo Ateliersi di Bologna ha scelto di farne la base drammaturgica per il suo ultimo spettacolo La mappa del cuore di Lea Melandri, che ha debuttato lo scorso anno al Festival Da vicino nessuno è normale all’ex Ospedale Psichiatrico Paolo Pini di Milano e che ora è in tournée.

Nello spettacolo le artiste e gli artisti del collettivo hanno scelto di incastonare il dialogo tra Lea e chi scriveva le lettere in un concerto dal vivo in cui la cantautrice Cristallo interpreta una rielaborazione contemporanea delle canzoni dei Duran Duran, idoli dei teenager di quegli anni.  Un’esperienza che ha acquisito un ulteriore livello di fruizione attraverso la realizzazione della versione dello spettacolo in realtà virtuale che può essere fruita individualmente immergendosi completamente all’interno dello spettacolo, che in questa modalità si svolge tutt’intorno allo spettatore che indossa il visore.

Tanti livelli, dunque, per entrare in relazione con le vibrazioni emotive e le proiezioni cognitive di giovani anime che iniziano a scegliere chi vogliono essere, cosa amare e cosa respingere ascoltandosi nel profondo e relazionandosi con tutto ciò che avviene fuori di loro.

Un insieme di stimoli a cui si aggiunge la recentissima ripubblicazione da parte delle Edizioni dell’Enciclopedia delle donne del libro in cui Lea Melandri nel 1992 aveva raccolto alcune di quelle lettere e di quelle risposte che più profondamente erano entrate in relazione con le sue stesse inquietudini.

(Articolo a cura di Ateliersi)


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

INSTAGRAM
INCONTRIAMOCI ANCHE QUI