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La forte repressione della libertà di espressione....

La forte repressione della libertà di espressione.

Nove mesi.

Questo è il periodo che deve trascorrere in carcere il rapper spagnolo Pablo Hasel, nome d’arte di Pablo Rivadulla Duró.

Era il 16 febbraio 2021 quando una squadra di polizia in assetto antisommossa ha fatto irruzione in un’Università per arrestare il rapper.

Come tutti sanno, la Spagna è sotto al Casato dei Borbone.
Hasel è stato accusato nei suoi testi e nei suoi tweets di avere insultato la corona e di aver glorificato il terrorismo: paragona i giudici locali a nazisti, accusa la police brutality, chiama l’ex re Juan Carlosboss della mafia” mentre l’attuale sovrano Felipe IVtiranno”.

Però, non è la prima volta che la famiglia regnante fa il suo nome.
Già nel 2015 ha ricevuto una sentenza di due anni per aver sostenuto gli attacchi terroristici, nel 2016 ha assalito un giornalista spingendolo e spruzzandogli del detersivo per piatti addosso, minacciato un pubblico ufficiale e aggredito un minore.

Dal suo arresto, ogni notte è diventata di fuoco: in tutto il paese si scatenavano proteste, talvolta anche violente. Ulteriori arresti, cassonetti bruciati, negozi e bancomat saccheggiati, auto e moto rovesciate in mezzo alla strada.

Amnesty International, la grande organizzazione per la difesa dei diritti umani, si è schierata dalla parte di Hasel definendo la sua detenzione “ingiusta e sproporzionata” e che “Le espressioni che non incitano chiaramente e direttamente alla violenza non possono essere criminalizzate”.

Ma Pablo Hasel non è stato il primo episodio di attacco alla libertà di espressione.

  • 2017. La studentessa Cassandra Vera è stata condannata a un anno di carcere con la condizionale e sette anni di interdizione dal pubblico impiego per aver “umiliato le vittime del terrorismo” in un tweet su Luis Carrero Blanco.
  • 2018. Josep Miquel Arenas, in arte Valtonyc, è stato condannato a tre anni e mezzo di reclusione per aver scritto una canzone in cui criticava la monarchia spagnola ed è stato costretto a fare il giro del mondo. Ora vive in Belgio.

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