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Le donne sono le donne, la famiglia la famiglia

Le donne sono le donne, la famiglia la famiglia

Lo ha detto, nel suo discorso al Senato e alla Camera, persino il Presidente del Consiglio Mario Draghi, il quale non si è mai dichiarato femminista.
In Italia c’è una emergenza che riguarda le donne: sono più disoccupate in Italia rispetto all’Europa (quasi il doppio). Hanno quindi meno possibilità di scegliere in libertà, perché se non puoi pagare un affitto, studiare, non sei davvero libera. E poi perché in Italia sono ancora poche le donne che dirigono aziende o che arrivano a dirigere un partito. E perché per esempio non vediamo all’orizzonte una Donna presidente del Consiglio o della Repubblica? Non dipende dal merito, ve lo garantisco. Ma non vedo una spiegazione più chiara di questo video di qualche tempo fa, vale la pena di vederlo.

Però c’è una cosa che non mi sta bene nel nuovo governo, e non mi andava bene nemmeno in quello vecchio. Il nome del Ministero per le pari opportunità e la famiglia.
Il concetto di “pari opportunità” è molto importante. Anche se è entrato solo di recente fra le parole familiari, è presente nei principi nella Costituzione Italiana in modo chiaro:

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Vuol dire che lo Stato si impegna a far sì che l’eguaglianza non sia una bella idea, ma l’obiettivo concreto della politica e della vita sociale.

In teoria siamo tutt* uguali, tuttavia:

a) fra le persone che hanno perso il lavoro quasi il 90% sono donne;

b) anche quando fanno lo stesso lavoro, guadagnano in media meno degli uomini (se vi interessano questi numeri consultate il sito Ingenere, statistiche e dati in quantità).
Ci sono motivi precisi, ed è una storia antica di battaglie, che molte donne hanno combattutto per far sì che le bambine e le ragazze del futuro potessero studiare, lavorare, avessero le stesse opportunità, le stesse occasioni dei loro coetanei nati maschi. Non è stato facile (se vi interessa consultare enciclopediadelledonne.it vi troverete una marea di donne di ogni tempo che hanno lavorato per portarci questa idea delle pari opportunità).
In Italia, e nel mondo, c’è un’altra piaga che racconta che queste “pari opportunità” non sono poi così realizzate: se pensate che in Italia nel 2020 sono state uccise 91 donne da mariti, ex mariti, ex fidanzati (cioè quasi due alla settimana) capiamo bene che il problema delle pari opportunità, nel nostro Paese è semplicemente immenso: ci vuole un ministero tutto intero per togliere gli ostacoli alla disuguaglianza!
Anche la famiglia è un tema socialmente importantissimo, e merita un ministero tutto per sé, e non riguarda certo soltanto le donne, ma anche gli uomini, padri, conviventi, mariti. Inoltre, non meno decisivi per il benessere della famiglia, sono l’educazione (perché non un Ministero dell’educazione e della famiglia?), il lavoro (perché non il Ministero per il lavoro e la famiglia?) la salute (Ministero per la Salute e la famiglia).

Silvia Truppi, Le sante, 1975-76 (Archivio Mercedes Cuman).
Un po’ di ironia non guasta mai: ecco tre amiche in posa come sante della cucina, un modo per giocare e ribaltare l’idea che l’unico “luogo ideale” delle donne sia il focolare domestico.

Insomma, alla fine, persino nel nobile Ministero delle pari opportunità, che dovrebbe favorire e garantire l’autonomia e i diritti delle donne, il posto a cui vengono ricollegate è la casa, la famiglia, come se quello fosse il loro ambito privilegiato di azione. Quasi una beffa sia per le madri e per le tante figlie che si accollano il lavoro di cura di figli o genitori anziani, spesso facendo salti mortali per conciliare tutto, sia per le tante che una famiglia non ce l’hanno o non la vogliono, perché hanno scelto diversamente. E la beffa è anche verso quelle donne di tutte le generazioni che hanno tanto combattuto perché ciascuna ragazza venisse considerata prima di tutto una persona, libera di disegnare il proprio destino, il proprio lavoro, la propria passione, la propria libertà, con o senza figli, con o senza famiglia, e potesse quindi, sognare, sin da bambina, certa di poter seguire con fiducia la sua strada. Presidente Draghi, se ha a cuore la felicità de** giovani, come ha dichiarato, ne tenga conto.


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