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La buona Maestra, il buon Maestro, n.2

La buona Maestra, il buon Maestro, n.2

Oggi rispondono Manuel (seconda media), Aleksi (prima superiore) e interviene Sofia. È l’inchiesta di 8pagine, maturata nel corso delle redazioni aperte. Ci siamo chiest*: perché non confrontarci su un tema così importante su cui ragazze e ragazzi hanno tanta esperienza? 
Caso o destino, l’incontro con l’insegnante condiziona molto la vita, non solo l’apprendimento o il “rendimento” scolastico, ma anche le scelte, l’idea di ciò che sappiamo o non sappiamo affrontare. Un incontro umano, prima di tutto, importantissimo.
Partecipa anche tu: rispondi a queste domande e intervista a tua volta amici e amiche specificando il tuo nome e la tua età.

Scarica da qui il documento di word con le domande e lo spazio per le risposte e in via a 8@8pagine.com

Nella tua vita hai incontrato brav* insegnanti? 

Manuel: Sì, ne ho incontrato. Non sempre non tutte. Per esempio ne avevo una che ci faceva uscire, ci faceva andare sempre in giardino anche se c’era la neve.

Aleksi : Sì ho incontrato insegnanti brave, principalmente di matematica – praticamente tutte.  Alle elementari  avevo una maestra di matematica che ci faceva per esempio costruire delle macchine, anche scienze, siamo stati i primi a fare geometria della sfera…sapeva spigare bene, facevamo tanti progetti, non ci annoiavamo e ci divertivamo a imparare. Anche l’insegnante di italiano alle elementari ci parlava di cose che forse nemmeno gli studenti di liceo magari non sanno – Falcone e Borsellino me li ha fatti conoscere lei.

In base alla tua esperienza, cos’è che fa di un* maestr* un* brav* insegnante?
Manuel: L’anno scorso avevo una maestra che ci faceva imparare molto bene; quest’anno no, non mi piace perchè ci chiede sempre di ripassare ripassare ripassare, è noiosa.

Quando invece secondo te un* insegnante non è brav*? 

Aleksi: L’anno scoso in terza media avevo questa prof di storia che…Insomma ce l’aveva su con me e basta. Aveva deciso che io non facevo niente, ci sono stati dei casi proprio assurdi, evidenti. E sta cosa mi è rimasta. Alle superiori alzo la mano per dire una cosa, ma subito ho paura, mi sembra sbagliato…Solo che poi magari ho ragione, ma mi è rimasta.

Se tu insegnassi come ti comporteresti? 
Manuel: Sarei educato con loro. Li ascolterei. Li accompagnerei dove vogliono andare; se vogliono fare delle gite,  li porterei, e se le mamme devono pagare, per dire, i biglietti glieli offro io, entrano con me.

Aleksi: Spiegherei le cose che ho imparato io, per esempio mantenere la calma. Anche verso quelli che provocano, quelli che istigano. Li devi lasciali stare, perché quello è il loro obiettivo. Se invece non fai niente, dopo un po’ si rompono anche loro. Poi per insegnare, per esempio uno strumento, per insegnare bene deve diventare un gioco, le cose non possono essere imparate se sono vissute come un obbligo.

Se fossi un* insegnante quale sarebbe la cosa che vorresti davvero insegnare?

Manuel: Ricordarsi di me, poi studiare molto, molto. Poi provare a scrivere in corsivo bene e altre cose. E non giocare mai a videogiochi:10 minuti o 20 minuti e poi stop .

Se fossi un* insegnante in che modo aiuteresti i tuoi alunni?
Manuel: Li farei imparare bene…se si distraggono possono fare quello che vogliono, se c’è una verifica e si distraggono li lascerei stare. Se poi mi fanno veramente innervosire prendo un colpo di ciabatta …sto scherzando!

Aleksi: Secondo me si dovrebbero aggiungere anche altre cose… Io arrivo a 18 anni e non so come si pagano le bollette?! O quando avrò un lavoro gli dico: “So tutto Dante a memoria”, e ma non ho capito niente del lavoro…

Silvia: Ho pure proposto (in una riunione di rappresentanti) di fare un corso su come aprire un conto bancario, per dire, invece mi hanno detto ma no, siete troppo piccoli è fuori luogo… Ma un domani che devo prendere una casa non so niente di niente? Questo è importante come Dante.

leggi anche la prima di queste interviste:
/https://8pagine.com/la-buona-maestra-il-buon-maestro-n-1/


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