2 giugno, le ragioni di una festa

Il 2 giugno è la festa della Repubblica Italiana. 2/6/1946 è una data di svolta per questo Paese. eravamo appena usciti dalla guerra, e avevamo ancora nel cuore la paura e macerie. Ma avevamo voglia di ricominciare, tutto daccapo. Di non vedere mai più una guerra, riavere un Paese degno delle ragazze e dei ragazzi che lo avevano difeso.
Per la prima volta nel referendum che decide se l’Italia deve diventare una Repubblica (quindi uno stato democratico espressione di cittadini e cittadine) o restare una Monarchia (con un re e dei sudditi) votano le donne. Lo chiedevano a gran voce da almeno 70 anni, e ora non si poteva più escluderle dopo che avevano partecipato attivamente alla resistenza antifascista. Ed era la prima volta che l’Italia abbandonava non solo la dittatura fascista, ma anche la monarchia che era stata sino a quel momento forma dello stato italiano.

Si apriva una stagione veramente nuova e l’anno dopo si sarebbe aperta l’Assemblea Costituente che avrebbe dato vita alla più bella costituzione del mondo. Sì dai, un attimo di patriottismo! La costituzione espone senza esitazione i suoi obiettivi: rimuovere gli ostacoli che impediscono la libera partecipazione alla vita politica e sociale, la costituzione che ci vuole liber* e ugual*, indipendentemente dal sesso, dal ceto sociale, da quanto guadagniamo, da dove veniamo. Belle parole, che indicano buone azioni e se anche non sono diventate sempre realtà aiutano a costruirla.
In questo link trovi la storia di questa fotografia divenuta simbolo della repubblica, una foto di Federico Patellani con una ragazza di cui non si sapeva nulla: oggi sappiamo che si chiamava Anna, e qui trovi tutta la storia e gli scatti.

Ma voglio suggerire un’altra immagine, essenziale e geniale come spesso sono le vignette di Mauro Biani; questa è stata pubblicata il 31 maggio sull’Espresso: la “freccia tricolore” (che allude a quegli apparecchi che fanno acrobazie nel cielo) è un areoplanino di carta lanciato da una bambino e raccolto da un altro, appena arrivato, o in procinto di partire.



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