I 4000 atleti della speranza

Come già annunciato due articoli fa, il 24 agosto è iniziata la XVI edizione delle Paralimpiadi che è terminata oggi, 5 settembre, e che ha visto come porta bandiera di chiusura Matteo Parenzan, l’atleta italiano più giovane della nazionale.

I primi Giochi paralimpici non si disputarono nel 1896 in parallelo con le Olimpiadi, ma nel 1960 con i Giochi di Roma.
Già dal 1948 si teneva annualmente una competizione per veterani della seconda guerra mondiale; dieci anni dopo, il medico italiano Antonio Maglio propose di farla disputare insieme alla XVII Olimpiade.

Più di 4000 sono statə gli/le atletə, di cui 113 della nostra Nazionale.

CERIMONIA DI APERTURA

La pandemia non è riuscita a fermare nemmeno i/le paratletə.
Il tema centrale dell’inaugurazione era We have wings”; questo perché le protesi, carrozzine e stampelle sono ali per raggiungere i propri obiettivi.

Solitamente è la Grecia ad aprire la parata, dato che è il paese da dove è nato tutto. In queste Paralimpiadi, invece, è stata la squadra degli Atleti Paralimpici Rifugiati.
A portare la bandiera sono stati Alia Issa, para-atleta siriana e unica donna della squadra, e Abbas Karimi, nuotatore e unico atleta afghano dell’edizione.

A seguire è entrato il resto dei paesi tenendo conto dell’ordine alfabetico del gojūon.

A portare la bandiera italiana sono stati Federico Morlacchi (nuotatore) e Beatrice “Bebe” Vio (schermitrice).

Mentre, a portare la nuova bandiera paralimpica, sono stati:
Fabio Torres, sollevatore colombiano
Laurentia Tan, equestre singaporiana
Monika Seryu, canoista giapponese
Johannes Floors, atleta di atletica leggera tedesco
Liliane Mukobwankawe, pallavolista ruandese
Uchu Tomita, nuotatore giapponese

CLASSIFICAZIONI

PS. 22 sono le discipline nelle Paralimpiadi, e non le analizzeremo tutte

Nelle Paralimpiadi gareggiano atleti con disabilità fisiche, sensoriali e psichiche.
Non tutte le difficoltà sono uguali per tutti; è proprio per questo che ogni gara tiene conto di una categoria/classe e solo chi ne fa parte può partecipare.

Nel NUOTO la classe viene preceduta dalla lettera S (per lo stile libero, farfalla e dorso), dalla lettera SB (per lo stile a rana) e SM (per lo stile misto).
Viene seguito poi da un numero: dal numero 1 al 10 sono comprese le complicazioni fisiche, più è basso più la complicazione è grave (amputazioni, deformazioni o difficoltà motorie), dal numero 11 al 13 sono comprese quelle visive mentre nel numero 14 quelle intellettuali.

Nel SITTING VOLLEY si viene classificati nella categoria VS1, per chi presenta disabilità (amputazioni, paraplegie e dismelie) o VS2, invece, per le minime disabilità (impossibilità di poter giocare a pallavolo in piedi).

Il CICLISMO si suddivide in 3 discipline: nel HANDCYCLING si viene classificati con la lettera H e da un numero da 1 al 5 (più è basso, più sono le complicazioni agli arti), nel TRICICLO con T1 e T2, e nel CICLISMO STANDARD con la lettera C e da un numero da 1 a 5 (più è basso, più sono le complicazioni agli arti).

Nell’ATLETICA LEGGERA si viene classificati con la lettera T (per le gare su pista) o F (per i concorsi).
I numeri a seguire possono essere: dal 11 al 13 (per problemi di vista), 20 (per deficit intellettuali), dal 33 al 58 (problemi fisici, tra cui amputazioni e nanismo).

Nel TENNIS DA TAVOLO si viene classificati con la doppia TT accompagnata con un numero: dal 1 al 5 è riferito ai giocatori su sedie a rotelle, dal 6 al 10 per chi gioca in piedi e 11 per chi ha problemi intellettivi.

Nello SCHERMA PARALIMPICO, o SU CARROZZINA, si viene classificati con la lettera A (se si ha un buon equilibrio e il tronco si muove in modo regolare), B (se si è impossibilitati a muovere le gambe, se si ha uno scarso equilibrio e una ridotta funzionalità del tronco) e C (se si ha disabilità in tutti e quattro gli arti).

MEDAGLIERE FINALE

Ps. Non terremo conto delle medaglie d’oro, ma del numero totale

La vittoria della Cina è stata schiacciante; non solo ha superato la soglia delle 100, ma anche delle 200: 96 medaglie d’oro, 60 argenti e 51 bronzi per un totale di 207 medaglie.
Dietro di lei ci sono la Gran Bretagna con 124 medaglie totali (41 ori, 38 argenti e 45 bronzi) e il Comitato Paralimpico Russo con 118 medaglie (36 ori, 33 argenti e 49 bronzi).

L’Italia è in ottava posizione con 69 medaglie (14 ori, 29 argenti e 26 bronzi) superando il record fatto a Soeul nel 1988 di 58 medaglie totali.

Le medaglie sono solo un numero, ma sono le storie deə atletə e gli episodi a rendere una competizione emozionante.

LE MASCOTTE MIRAITOWA E SOMEITY

Durante le premiazioni, aə atletə veniva dato un mazzo di fiori con un piccolo pupazzo attaccato, Miraitowa o Someity.
Miraitowa deriva dalle due parole “Mirai” (“Futuro”) e “Towa” (“Eternità”), mentre Someity prende spunto da “Someiyoshino“, un ciliegio popolare (il che spiega il suo colore rosa e lineamenti simili a petali), e riprende la frase inglese “So mighty” (“Così potente”).
Due sono le mascotte olimpiche ma solo una è dedicata completamente aə para-atletə.
Someity ha come caratteristica principale l’enorme forza mentale e fisica, che rappresenta gli/le atletə paralimpicə che superano gli ostacoli e ridefiniscono i confini delle possibilità.

GLI ESTREMI DELLA XVI PARALIMPIADE

La prima coppia interessante è Husnah Kukundakwe e Franc Pinter, e l’altra Morteza Mehrzad e Ellie Simmonds.

Husnah Kukundakwe è una nuotatrice ugandese classe SB8 ed è la più giovane atleta paralimpica, 14 anni; mentre Fran Pinter è un tiratore e veterano sloveno di 67 anni, il più anziano.
La loro differenza di età è di 53 anni.

Morteza Mehrzad è un pallavolista iraniano conosciuto il tutto il mondo: è letteralmente un muro invalicabile alto 2,46 metri; dall’altra parte abbiamo Ellie Simmonds, nuotatrice britannica classe S6 alta la metà 1,23 metri.

IL PRIMO DEBUTTO DI CINQUE NUOVI PAESI

Per la prima volta in assoluto, partecipano alle Paralimpiadi il Bhutan, Grenada, Maldive, Paraguay e Saint Vincent e Grenadine.

LA BANDIERA SOLIDALE

Non sono riuscitə a partecipare alle Paralimpiadi gli/le atletə proveniente dall’Afghanistan per colpa dei talebani.
Nonostante ciò è comparsa durante la cerimonia d’apertura: due volontari hanno sfilato con la bandiera afghana.
“Includeremo la bandiera dell’Afghanistan nella cerimonia in segno di solidarietà” aveva detto Andrew Parsons, presidente del Comitato Paralimpico Internazionale.

DUE NUOVI SPORT

Le new entry sono il badminton e il taekwondo.
Nel BADMINTON si verrà classificati con le lettere WH per i/le giocatorə sulle sedie a rotelle e con il numero 1 o 2 a seconda della gravità; con le lettere SL per chi riesce a giocare in piedi e con i numeri 3 o 4; con la classe SU5 per chi ha menomazioni agli arti superiori e con SH6 per chi è di bassa statura.

Leani Ratri Oktila, giocatrice indonesiana di badminton classe SL4- medaglia d’oro nella gara a squadre

Nel PARA-TAEKWONDO esistono due discipline: KYORUGI per chi ha disabilità agli arti superiori e POOMSAE per chi ha disabilità neurologiche, intellettive o visive; solo il kyorugi è stato inserito in questa edizione.
Si viene classificati dal K41 a K44.

Angelica Espinoza, lottatrice peruviana classe K44 – medaglia d’oro nella categoria 49 kg

UN PODIO 100% AZZURRO

Ambra Sabatini, Martina Caironi e Monica Graziana Contrafatto: atlete classe T63.
È stata una finale più unica che rara: 100 metri intensi che hanno visto le tre azzurre occupare tutti e tre i posti del podio.
Ambra Sabatini, oltre ad essere arrivata prima, ha battuto il record mondiale: il nuovo tempo è di 14.11 secondi.
Tre medaglie che chiudono la paralimpiade italiana.

LE REGOLE SONO REGOLE

Una medaglia d’oro da 17.94 metri che ha riscritto il nuovo record mondiale.
Muhammad Ziyad Zolkefli è un lanciatore malese di pesi classe F20… nel podio però non era presente.
L’atleta dopo i vari tentativi e le vare esultanze è stato squalificato: 180 secondi, questi erano i secondi di ritardo per raggiungere la call room.
L’oro è stato dato all’ucraino Maksym Koval: il comitato afferma che Muhammad non aveva un motivo valido che giustificasse il suo ritardo.

STORIE INCREDIBILI E DOVE TROVARLE

  • Ibrahim HamadtouHamadtou è un giocatore di tennis da tavolo egiziano classe TT6.
    A causa di un incidente in treno, Ibrahim ha perso entrambe le braccia all’età di 10 anni, ma ciò non lo ha fermato: tiene la racchetta con la bocca e inizia la battuta tirando la pallina con il piede.
    Ha iniziato con il calcio ma la mancanza degli arti superiori non lo aiutava con l’equilibrio; si è poi dedicato al ping pong per dimostrare ai suoi amici di potercela fare anche senza braccia.
  • Beatrice VioBebe è una schermitrice italiana classe B
    È una campionessa e icona mondiale nello scherma su carrozzina, che pratica dall’età di cinque anni, più precisamente nel fioretto.
    Era il 2008 quando a Beatrice viene diagnostica la meningite fulminante dovuta dal meningococco di gruppo C: fu vittima di numerose necrosi e infezioni che portarono successivamente all’amputazione di tutti e quattro gli arti.
    Bebe Vio però non ha smesso di praticare lo sport che ama così tanto: fa il suo esordio nel 2010 a Bologna e già l’anno successivo diventa campionessa d’Italia U20; nelle competizioni successive vince e stravince portandosi a casa numerose medaglie d’oro.
    In queste Paralimpiadi conferma nuovamente di essere la campionessa nel fioretto individuale, mentre nella competizione a squadre vince l’argento.

Jessica LongJessica è una nuotatrice americana, di origini russe, classe S8.
È una campionessa e un’atleta simbolo del mondo paralimpico.
Già dalla nascita era priva di rotule e dell’ossatura generale degli arti inferiori. A 13 mesi venne adottata da una famiglia statunitense di Baltimora; 5 mesi dopo le vennero amputate le gambe al di sopra delle ginocchia.
Pratica il nuoto già in tenera età e si dà al nuoto agonistico già a 6 anni. A 12 anni diventa la più giovane atleta al suo debutto alle Olimpiadi di Atene nel 2004 aggiudicandosi tre medaglie d’oro. Da lì in poi, il suo percorso è stato pieno di ori.

La Toyota le ha dedicato uno spot pubblicitario in collaborazione con la nazionale olimpica e paralimpica americana.

  • Monica Graziana ContrafattoMonica è una velocista italiana classe T63.
    Prima di partecipare alle Paralimpiadi, era una soldata dell’esercito italiano ed è stata la prima donna a venir onorata con la Medaglia al valore dell’esercito per il suo comportamento tenuto il 24 marzo 2012 in territorio afgano.
    Erano le 14:30 (fuso orario italiano) quando tre colpi di mortaio colpiscono la base operativa in cui era presente.
    L’unica vittima è stato il sergente del Genio guastatori Michele Silvestri e cinque feriti, tra cui la Contrafatto.
    Subisce gravi lesioni alla gamba destra che porteranno alla sua amputazione.
    La sua specialità sono i 100 metri, e nella finale di quest’anno è arrivata terza.
    La medaglia l’ha dedicata all’Afghanistan che mi ha tolto qualcosa ma che in realtà mi ha dato tanto.

I prossimi Giochi non sono lontani: tre anni mancano per la XVII edizione che si terrà nella capitale francese.
Possa essere questo triennio un periodo di miglioramento. FORZA AZZURRI e AZZURRE!


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