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Giovani: manca il lavoro o chi lavora?

Giovani: manca il lavoro o chi lavora?

In questi giorni fa notizia la polemica sui giovani – ragazze e ragazzi – che rifiutano determinate posizioni di lavoro. Le lamentele arrivano in particolare dai settori come la ristorazione e il turismo.  Gli imprenditori,  e  a fargli eco ci sono anche alcune figure politiche, puntano il dito contro il reddito di cittadinanza, il sussidio voluto dal Movimento 5 stelle, che  alcun* preferiscono al lavoro offerto. La domanda è: il magro sostegno economico fornito dallo stato alle persone disoccupate sarebbe un incentivo a non accettare proposte di lavoro? Ma la critica è un po’ un pretesto, perché sarebbe utile andare a vedere da vicino la qualità del lavoro offerto, troppo spesso  temporaneo, pesante, sottopagato. I sindacati denunciano che un lavoratore stagionale può arrivare a lavorare anche 45 ore a settimana, senza che tutte quelle ore siano regolarizzate o coperte da una assicurazione. 
Che il problema insomma sia altrove – e non nel rifiuto del lavoro – ce lo dicono i dati. Una recente indagine dell’ISTAT, l’Istituto Statistico Italiano, ha fotografato una realtà della ricerca/offerta di lavoro piuttosto diversa: per 10 persone che cercano attivamente lavoro – è questa la definizione di disoccupato – c’è un solo posto libero. Ciò significa che la domanda di lavoro delle imprese non riesce ad assorbire la richiesta.
Un altro fatto molto concreto: la Sammontana, azienda di Empoli che da 70 anni produce gelati, ha fatto un bando per assumere 352 operai stagionali negli stabilimenti della fabbrica toscana; le domande pervenute sono state 2500. Perché? È un azienda che riconosce i diritti dei lavoratori,  con uno stipendio dignitoso e orari di lavoro sostenibili.
Sicuramente il reddito di cittadinanza, introdotto in Italia da poco più di un anno, è uno strumento da perfezionare ma considerarlo un problema per il mondo del lavoro è pura demagogia, vuota retorica, o se preferite fake news. Ben venga invece qualsiasi strumento che fornisca a de* giovan* alla ricerca del loro primo lavoro occasioni per evitare lo sfruttamento.


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