E’ tuo se te ne occupi 

Ragazze e ragazzi custodi e curatori del patrimonio culturale. E’ l’idea di un progetto che ha compiuto 30 anni. Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale qualche giorno fa, il 20 giugno, Mirella Stampa Barracco, presidente della Fondazione Napoli 99 (“La scuola adotta un monumento”). 

La storia inizia nel 1992. Il restauro dell’arco di trionfo del Castel Nuovo era stato completato solo da due giorni, ma il monumento era già stato vittima di un atto vandalico. È stato in quel momento che, nel racconto di Mirella Barracco, si è capito che bisognava interrompere i restauri dei monumenti e cominciare a lavorare all’educazione delle giovani generazioni. 

In questo contesto nasce un progetto che coinvolge più di 1500 scuole per creare un atlante digitale dei monumenti italiani. Questo atlante è composto dei video di ragazz* che hanno adottato i monumenti. Ma cosa significa adottare un monumento?

Innanzitutto un monumento può essere non solo un edificio o un’opera monumentale, ma anche una pineta, un ruscello, o in generale qualcosa che appartiene alla comunità e che necessita di attenzione, conoscenza, cura. Chiarito ciò, cosa si intende per “adottare”? 

Adottare non significa studiare, o almeno non solo. A scuola si studia la storia dell’arte, si studiano le correnti artistiche, si ricostruisce la storia e la vita di quel luogo. Adottare significa dunque incoraggiare l’ impegno, l’affetto e responsabilità. 

L’importanza della cura della cosa pubblica non è solo retorica. Significa dare importanza alla comunità, favorire la conoscenza e l’apprezzamento delle incredibili bellezze del paese. Per molti paesi, soprattutto i più piccoli, magari svuotati, questa attenzione si traduce anche in una nuova consapevolezza circa l’importanza di conservare e soprattutto tramandare questo patrimonio. 

Per adottare un monumento è sufficiente che la scuola in questione visiti il sito (qui è possibile leggere il regolamento) per proporre il luogo scelto e le sue motivazioni. Dalle già 1500 scuole italiane che partecipano al progetto, auguriamo che ne aderiscano ancora tante altre, creando una rete che sostiene la partecipazione attiva e l’impegno di cura per i beni culturali e le bellezze del Paese, a partire proprio da ragazze e ragazzi.


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