Dentro una parola: CULTURA

Da qualche anno ho un piccolo giardino e, all’interno del piccolo giardino, un piccolo orto. Da qualche giorno, per vari motivi, li ho un po’ trascurati e oggi mi sono messa lì, a togliere le erbacce nell’orto. C’è un’erba che si chiama gramigna che di per sé mi sta anche simpatica, è forte, resistente e si adatta a qualunque terreno. Una tipa tosta. Però quando si mette a competere con i pomodorini sono purtroppo costretta a eliminarla. Lei comunque non se ne avrà a male: di certo troverà altre  occasioni per crescere. Mentre facevo questo lavoro sotto il sole pensavo alla parola “cultura” e al fatto che questa parola deriva dal verbo latino “colere” che significa “coltivare” e pensavo proprio che è la stessa cosa: fare cultura significa coltivare se stessi, si tratta di prendersi cura di sé, in modo da sviluppare quelle parti di noi che riteniamo migliori: la nostra intelligenza, la nostra capacità di comprendere noi stessi e le altre persone, tutto ciò che ci consente di sviluppare le nostre potenzialità e diventare una persona migliore, come si fa con un seme nella speranza che diventi una piantina che darà dei buoni frutti. Si tratta di eliminare con decisione tutto ciò che ci toglie aria, ossigeno, quelle parti di noi che ci ostacolano, che non ci fanno crescere. Ciascuno di noi sa quali sono queste erbacce da eliminare e quali sono i nutrienti che ci fanno crescere e diventare migliori. Questo è la cultura, niente altro. Si può trovare nei libri, nella musica, nelle persone, nella scienza, nella terra, ovunque, non ha importanza.

Pensavo anche che è un po’ la stessa cosa che aiutare un bambino e una bambina a crescere; si tratta di preparare il terreno in modo che possa sviluppare la parte migliore di sé, di aiutarl* a capire quali sono le sue erbacce, la sua gramigna e magari di dare qualche consiglio sugli attrezzi migliori da utilizzare, in base all’esperienza già fatta.

E pensavo che tutto questo discorso ha a fare con la libertà: un po’ di erbe spontanee nell’orto fanno anche bene, non uccidono la pianta, anzi la proteggono da insetti e parassiti, non bisogna esagerare, c’è un giusto equilibrio, lo stesso che ciascuno può trovare cercando la propria strada per crescere san* e forte, liber* e, possibilmente, felice.

(L’immagine è un’opera di street art: La leggenda dei giganti di Natalia Rak a Bialystock, in Polonia)


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