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“Adesso vai Gino. Continuiamo noi”

“Adesso vai Gino. Continuiamo noi”

Il 13 agosto scorso è morto Gino Strada, che nel 1994 aveva fondato assieme alla moglie Teresa Sarti, deceduta nel 2009, l’immensa opera umanitaria di nome Emergency, associazione nata per la cura e la riabilitazione delle vittime di guerra e delle mine antiuomo.

Gino Strada era un medico, specializzato in Chirurgia d’Urgenza, poi indirizzato verso la chirurgia traumatologica e la cura delle vittime di guerra. Per loro aveva iniziato il suo periodo di volontariato tra il 1989 e il 1994 con il Comitato internazionale della Croce Rossa in diverse zone di conflitto: Pakistan, Etiopia, Perù, Afghanistan, Somalia e Bosina ed Erzegovina. Teresa  era un ‘insegnante; entrambi lasciarono i rispettivi lavori per dare vita all’ONG Emergency che, dalla sua fondazione, ha fornito assistenza gratuita a oltre 6 milioni di pazienti in 16 paesi del mondo. Il primo progetto venne avviato in Ruanda e da allora Emergency e i suoi volontari sono intervenuti in tutto il mondo costruendo ospedali, centri chirurgici, centri di riabilitazione, centri pediatrici, posti di primo soccorso, centri sanitari, ambulatori e poliambulatori, ambulatori mobili, un centro di maternità e un centro cardiochirurgico. Su sollecitazione delle autorità locali e di altre organizzazioni hanno anche contribuito alla ristrutturazione e all’equipaggiamento di strutture sanitarie già esistenti. L’ultima impresa è stata la costruzione di un bellissimo ospedale di chirurgia pediatrica in Uganda, alla cui progettazione ha partecipato anche l’architetto Renzo Piano: una struttura all’avanguardia anche dal punto di vista ecologico oltre che sanitario. Appena inaugurato già ospitava decine di bambini, a cui sono state garantite cure di qualità completamente gratuite.

Fin da subito Emergency ha anche intrapreso la campagna che ha portato l’Italia a mettere al bando le mine antiuomo e nel 2001, proprio perché Emergency conosceva davvero la guerra e aveva ben chiare quelle che sarebbero state le conseguenze di un intervento armato in Afghanistan, Emergency ha espresso la propria forte opposizione alla partecipazione dell’Italia all’intervento NATO in Afghanistan, rafforzando con la propria voce le proteste di tutti i cittadini contrari a quella guerra, che Gino Strada valutò pubblicamente come una “barbarie commessa contro la popolazione afghana”.

Oltre all’eccezionale lavoro di supporto sanitario, Gino e Teresa Strada ci hanno donato un patrimonio inestimabile: l’inseguimento del sogno di una sanità eccellente accessibile a tutti, e l’idea radicata e profonda che tutte le guerre, anche quelle assurdamente definite umanitarie, sono inaccettabili. Emergency opera anche in Italia: nel corso della pandemia si è mobilitata per far arrivare i tamponi dove ce n’era bisogno e ha supportato la distribuzione di cibo e beni di prima necessità per chi si trovava in difficoltà economiche.

Milano ha salutato Gino Strada con un intenso e commosso abbraccio, pieno di gratitudine: migliaia di persone hanno attraversato la camera ardente allestita nella sede dell’associazione per tre giorni. Una grandissima perdita per Emergency, che però ha gambe forti e continuerà la sua missione.

Una frase delle tante lasciate sul cancello dell’associazione “Adesso vai Gino, continuiamo noi“.

Si tratta soprattutto di una grandissima perdita per noi: quella di una voce che scuoteva le nostre coscienze.


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