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25 marzo: è ancora venerdì (e non piove da tre mes...

25 marzo: è ancora venerdì (e non piove da tre mesi): fridayforfuture nelle piazze

Ritorna la giornata di mobilitazione indetta dalla rete Fridayforfuture che invita a manifestare in tutte le piazze del mondo.
In Italia sono previsti cortei studenteschi nelle città e domani sabato un appuntamento nazionale a Firenze:

Scioperiamo perchè noi ragazzi e ragazze, lavoratori e lavoratrici, non siamo sedut* ai tavoli dove vengono prese le decisioni per il nostro futuro e per quello dei nostri figli. Scioperando possiamo far sentire la nostra voce, possiamo fare pressione affinchè gli scienziati che da anni ci mettono in guardia vengano ascoltati. Ognuno di noi può fare la sua parte, ogni voce è importante: scendi in piazza e fai sentire anche la tua, oppure entra in un gruppo e diventa parte del cambiamento.

Questa chiamata a partecipare può tradursi anche nell’informarsi e nel tradurre in pratica dei comportamenti utili: martedì 29 marzo è possibile partecipare a un incontro informativo on line destinato alle scuole Dire Fare sostenibile: chiedi alla tua scuola di prendervi parte.
E’ passato un mese dall’invasione russa in Ucraina e dall’inizio di una guerra che ha il tema energetico e le risorse al centro.

Nei mesi scorsi si è parlato molto del greenwash, cioè di come molte imprese – e stati che le incoraggiano – sperano di usare le risorse destinate all’innovazione ecologica senza innovare realmente, ma appunto “sembrando” green, danneggiando l’intera comunità mondiale.
Utile il sito di Fridayforfuture per chiarirsi le idee su questi temi, che si legano alla terribile guerra in Ucraina.
Se la parola d’ordine è #peoplenotprofit si capisce che non esiste una via al futuro che non passi da altre priorità: mettere in salvo la salute del pianeta a partire dalla battaglia sul clima e fuori legge tutte le minacce che contribuiscono all’esaurimento delle risorse che il riscaldamento globale sta comportando. È solo l’opinione pubblica che può fare la differenza ed esigere politiche economiche che consentiranno un altro mondo possibile. Non è una missione impossibile, ma è certamente una missione difficile.


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