25 aprile, il senso di un fiore

"E vorrei che quei nostri pensieri
quelle nostre speranze di allora
rivivessero in quel che tu speri
o ragazza color dell'aurora."

("oltre il ponte" di Italo Calvino e Sergio Liberovici)

C’è una consuetudine il 25 aprile fra molte donne e uomini antifascisti: portare le corone alle numerose lapidi sparse nei quartieri di Milano – come in tutta Italia -, dedicate a quei tanti a quelle tante che hanno combattuto il fascismo e il nazismo e che sono statǝ fucilatǝ, deportate, torturatǝ.
Con la guida di persone che conoscono bene la storia, è l’occasione di ripercorrere le vicende di quelle persone e di quei luoghi: personalmente ho la fortuna di avere nella mia zona Claudio de Biaggi che ci accompagna dal Centro Civico di Viale Ungheria 29 dove c’è una lapide con l’elenco delle vittime della zona, poi si prosegue per la lapide di via  Salomone ( l’elenco è delle vittime di un bombardamento, e non quest’anno perché il caseggiato è in restauro), poi si raggiunge in via Mecenate 74 il monumento dei caduti della fabbrica Caproni, quindi Ponte Lambro e l’aeroporto Forlanini dove le lapidi sono ciò che oggi aiuta il racconto. Nel quartiere Calvairate, sempre zona 3 di Milano un’altra lapide e in ogni quartiere e città si racconta attraverso le lapidi una storia diffusa, che coinvolto migliaia e migliaia di persone. Claudio De Biaggi, come tante e tanti storici, ha scritto ottimi strumenti storici di ricostruzione dell’antifascismo nella zona in cui abito  (Claudio De Biaggi, Storie resistenti, Coordinamento Sezioni ANPI Zona 4 di Milano). C’è una meravigliosa e sterminata, bibliografia sulla resistenza e dovremmo esigere di conoscerla, una ricerca sempre in progress.
Noi su enciclopediadelledonne.it abbiamo raccolto tante storie di questa resistenza diffusa a tutte le latitudini, in tutti i ceti sociali, di tutte le età, che testimonia che la resistenza fu un fatto di tutti i generi, come ha raccontato magnificamente la storica Anna Bravo: ecco si può cominciare da lei a leggere.

Si può leggere, ascoltarle, conoscerle queste storie, perché altrimenti è difficile capire perché questa giornata è davvero così speciale: “il piu bel giorno della mia vita” scriveva Fernanda Caprara, antifascista e poi sindacalista, perché poi dalla resistenza all’impegno per una società più giusta il passaggio è stato, per tante e tanti loro, naturale. Forse per questo la guerra per quelle generazioni dopo la liberazione era considerata il male assoluto. Almeno fino a oggi.

I cortei, la visita alle lapidi, il fiore ai partigiani e alle partigiane, potrebbero sembrare, a chi non li vive, momenti di rappesentanza, ma non è così. Come ogni ritualità svolge una funzione ben precisa, che è ricollegarci alla nostra storia, e sebbene io pensi che non avrei avuto probabilmente il coraggio di Onorina Brambilla Pesce e di “Lia” Gina Galeotti Bianchi o di Vanda Bianchi sento nei loro confronti una gratitudine, una parentela ideale, un legame che desidero testimoniare, come un compleanno di una persona cara che non perde di importanza con il passare del tempo, anzi.

E’ un rito che lega le generazioni, e ci sono cammini come quello del corteo di domani, o quello magnifico di oggi la marcia per la pace da Perugia ad Assisi , 10.000 persone in cammino, giovani ragazzi e ragazze, che sanno bene che nella guerra di ogg, non c’è futuro e tutto dev’essere fatto per fermarla, e non saranno le armi a farlo.
l’Italia ripudia la guerra, lo hanno scritto altri giovanǝ, in prima persona, per farlo diventare costituzione italiana e in quel principio ci riconosciamo oggi come ieri.
Quindi ecco una interpretazione superlativa di “oltre il ponte” una canzone che in questo 25 aprile dedichiamo alle nuove generazioni.


RELATED POST

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

By using this form you agree with the storage and handling of your data by this website.

INSTAGRAM
INCONTRIAMOCI ANCHE QUI